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Critica

"Sentiero rurale" di Massimo Zecchin è un'opera che celebra la bellezza della natura e la tranquillità della vita rurale attraverso una rappresentazione dettagliata e coinvolgente. Con la sua maestria nell'uso delle matite colorate e la sua capacità di trasmettere un senso di pace e armonia, La scelta della carta ruvida aggiunge texture e profondità alla composizione, creando un effetto tattile che accresce l'esperienza sensoriale complessiva. Questa tecnica conferisce all'opera un carattere tangibile e autentico, avvicinando l'osservatore alla sensazione di essere realmente immerso nel paesaggio rurale. Il titolo stesso suggerisce un senso di quiete e serenità, invitando lo spettatore a immergersi nella bellezza e nella tranquillità della campagna. Il sentiero stesso funge da elemento guida, incoraggiando l'osservatore a esplorare il paesaggio e a lasciarsi trasportare dalla sua bellezza naturale.

Sandro Serradifalco
Critico d'arte

2024

Massimo Zecchin nutre nei confronti della natura un profondo amore, le sue opere – caratterizzate da una resa perfetta di colori, atmosfere e minuti dettagli – trasmettono agli occhi di chi guarda dei panorami mozzafiato: imponenti montagne attorniate da lussureggianti vegetazioni si stagliano su cieli d'un azzurro paradisiaco, spiagge e golfi marini sembrano distendersi dolcemente quasi a voler prendere il sole, quasi a volersi far contemplare in tutta la loro magnificenza. Zecchin è artista sensibile, che aspira al Bello con un'espressività intrisa di acuto realismo.

Luca Franzil
Galleria ARTtime, Udine

2024

Tecnica impeccabile del pastello ricco di sfumature, espressiva e di profonda estetica in grado di esprimere le realtà che più lo emozionano e rendere partecipe l'osservatore delle sue delicate armonie visive.

Le formule paesaggiste intessono atmosfere silenziose che inducono alle meditazioni, e segnalano sentimenti, ricordi e sensazioni evocate dalla sua preziosa gestualità.

Trofeo Artista dell'Anno

Rosanna Chetta

Critico d'arte

2024
 

Nelle opere di Massimo Zecchin si vantano i colori delle terre, emergono strutture architettoniche, castelli e ruderi antichi, le opere sono una continua testimonianza artistica dove si alterna lo sfociamento cromatico e la dirompente luminosità che dialogano insieme producendo variazioni di tono e di profondità. La resa naturalistica suggerisce elementi di racconto, le opere esaltano il particolare congeniale delle tecniche delle matite dove si evince una vocazione narrativa dettagliata dei luoghi e dei cambiamenti atmosferici.
Le opere iperrealistiche di Massimo Zecchin esprimono una dimensione interiore, la linea è ben disegnata ed elegante, non si evincono toni violenti ma tocchi sapienti che esaltano le gradazioni di tinte, in ogni opera l’osservatore scorge la poesia del colore e del tratto che analizzano, in maniera particolare, il paesaggio naturale.
Scenari quotidiani, umili dove non compare la presenza umana, il protagonista dell’opera è la natura e la struttura architettonica, le opere riproducono la delicatezza della luce generando atmosfere particolari che hanno il compito di accompagnare lo spettatore nel luogo illustrato. Massimo Zecchin è attento paesaggista, la composizione della scena è data dal tratto sicuro della matita, l’artista dipinge direttamente con il colore realizzando, con meticolosa precisione, una visione essenziale del paesaggio creando delicate atmosfere. Il colore sfumato predomina sul disegno, le cromie e le tonalità esaltano la raffinata poetica del luogo scelto facendo affiorare la poetica romantica del sublime e del pittoresco.
Le opere si presentano come un riconoscimento del paesaggio, un valore da tutelare nella sua piena ricchezza e complessità, la cornice delle distese paesaggistiche, delle montagne, delle colline, del cielo si animano nel disegno elegante ed incisivo di Massimo Zecchin.
L’artista esalta, attraverso la sua manualità grafica e la sua elaborazione delle tonalità e sfumature, tutto ciò che è visibile di una terra, si evincono le connotazioni estetiche descritte attraverso elementi da guardare, le opere rappresentano le bellezze panoramiche delle nostre terre italiane.
Le opere ci inducono ad una scoperta del vero, una lettura di antica memoria che conserva ancora oggi la visione romantica di un luogo, ci invitano a stabilire un rapporto con la natura. 
Una pittura romantica che unisce spazio e tempo, le opere evidenziano non solo la ricchezza naturale ma mettono in luce la particolare tecnica dell’artista che con meticolosa cura realizza tonalità distinte ben sfumate ed intrise di luce.
L’ambiente naturale e la campagna, le strutture architettoniche realizzate dalla mano dell’uomo con fatica e sacrificio ci seducono con la loro infinita solarità indicandoci la conoscenza sulle abitudini del passato dove tutto era realizzato secondo il rispetto dell’ambiente. Poesia, eleganza ed energia vitale si fondono nell’opera di Massimo Zecchin facendoci apprezzare la tecnica delle polveri colorate applicate sulla carta e dove si evince la morbidezza degli effetti ben realizzati dall’artista.

Archivio Monografico dell'Arte Italiana

2023

Con l'occhio di uno scienziato, attento ai dettagli della natura e del paesaggio antropico, Zecchin sfrutta le potenzialità delle matite e crea delicati e preziosi disegni, come questo dedicato alla Porta Bassano di Cittadella, nel padovano, di gusto iperrealista nella descrizione del particolare, ma lirico ed evocativo nella nitida e luminosa resa del colore.

Vittorio Sgarbi,

Critico d'arte

2023
 

Opere di ampio respiro e di assoluta quiete naturale, espressioni di una gestualità che asseconda la visione di armoniose vedute naturaliste con l'ausilio di una tavolozza sobria ed equilibrata.

Immagini che emozionano e che riflettono sereni accordi tonali espressi con ottima grafia e fervida creatività magicamente tradotta dalla sua emotiva intuizione.

Premio Mercurio d'oro

Rosanna Chetta

Critico d'arte

2023
 

Una gestualità essenziale e ricca di particolari, curati dall'essenza della sua tecnica descrittiva, con le assolute e genuine ispirazioni suggerite dalla realtà.

Le sue opere presentano raffinate scelte cromatiche con la presenza di pensieri estetici testimoniati dalle sue emozioni poetiche.

Trofeo Leone d'oro

Rosanna Chetta

Critico d'arte

2023
 

Raffinati, eleganti, eterei, i paesaggi di Massimo Zecchin sono rappresentazioni estremamente attente e precise di alcune delle bellezze territoriali italiane, esplorate dapprima con occhi ed esperienza, poi eternate su carta con un’accuratezza intrisa di sensibilità; l’artista utilizza con maestria le matite colorate su carta ruvida, creando un effetto che combina – stupendamente – dettaglio e sfumatura. Sublime piacere perdersi nei dettagli e immaginarsi idealmente all’interno della scena.

Luca Franzil
Galleria ARTtime, Udine

2023
 

Il fare artistico di Massimo Zecchin vive di disegno, di accuratezza segnica, ma anche di cromie azzeccate, armoniche, il tutto in un equilibrio pressoché perfetto. Le opere appaio depurate da inutili orpelli, i colori ben studiati e giustapposti, e l’effetto finale mutevole in base alle diverse rugosità delle carte o cartoncini scelti. Certe sue vedute sono incantevoli e aprono a spazi infiniti dai quali non si vorrebbe mai uscire.

Franco Bulfarini

Esperto d'arte

2022
 

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